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Tecentriq, un immunoterapico anti-PD-L1, per il trattamento del tumore al polmone non-a-piccole cellule


Il Comitato scientifico ( CHMP ) dell’EMA ( European Medicines Agency ) ha espresso parere positivo all’approvazione di Tecentriq ( Atezolizumab ), un farmaco immunoterapico per il trattamento dei pazienti adulti con carcinoma polmonare non-a-piccole cellule ( NSCLC ) localmente avanzato o metastatico, già sottoposti a un precedente trattamento chemioterapico.
I pazienti positivi per la mutazione EGFR o ALK dovrebbero ricevere una terapia target prima di essere trattati con Atezolizumab.
La raccomandazione si basa sui risultati dello studio randomizzato di fase III OAK e dello studio randomizzato di fase II POPLAR.

Studio OAK

OAK è uno studio internazionale di fase III multicentrico, controllato, randomizzato, in aperto, volto a valutare l’efficacia e la sicurezza di Atezolizumab rispetto a Docetaxel.
Lo studio ha arruolato 1225 pazienti con tumore NSCLC localmente avanzato o metastatico, ad istologia squamosa e non-squamosa, indipendentemente dal livello di espressione di PD-L1, e con progressione della malattia in seguito a un precedente trattamento chemioterapico a base di Platino.
I pazienti sono stati randomizzati, in un rapporto 1:1, a ricevere Atezolizumab per via endovenosa 1200 mg ogni 3 settimane fino a perdita di beneficio clinico oppure Docetaxel per via endovenosa 75 mg/m2 ogni 3 settimane fino a tossicità inaccettabile o progressione della malattia.
Gli endpoint co-primari erano la sopravvivenza globale ( OS ) nei primi 850 pazienti randomizzati ( popolazione intention-to-treat ), e in un sottogruppo di pazienti selezionato in base all'espressione di PD-L1 nella popolazione dell’analisi primaria.
Lo studio ha dimostrato che i pazienti trattati con Atezolizumab hanno presentato un aumento staticamente sigificativo della sopravvivenza mediana di 4.2 mesi ( OS mediana: 13.8 rispetto a 9.6 mesi; hazard ratio, HR = 0.73, IC al 95%: 0.62-0.87 ).

Studio POPLAR

POPLAR, studio di fase II, multicentrico, internazionale, randomizzato, in aperto, controllato, ha coinvolto pazienti affetti da tumore NSCLC localmente avanzato o metastatico, che hanno mostrato progressione durante o dopo un regime chemioterapico contenente Platino, indipendentemente dall'espressione di PD-L1.
L'endpoint primario di efficacia era la sopravvivenza globale.
Complessivamente 287 pazienti sono stati randomizzati in un rapporto 1:1 al trattamento con Atezolizumab ( 1.200 mg per infusione endovenosa ogni 3 settimane fino alla perdita del beneficio clinico ) oppure con Docetaxel ( 75mg/m2 per infusione endovenosa nel giorno 1 di ogni ciclo di 3 settimane fino alla progressione della malattia ).
La randomizzazione è stata stratificata in funzione dello stato di espressione di PD-L1 sulle cellule immunitarie, del numero di regimi chemioterapici precedenti e dell'istologia.
Un'analisi aggiornata con una durata mediana di follow-up di sopravvivenza di 22 mesi, ha mostrato una sopravvivenza mediana globale di 12.6 mesi nei pazienti trattati con Atezolizumab rispetto a 9.7 mesi nei pazienti trattati con Docetaxel ( HR=0.69, IC al 95%: 0.52-0.92 ).
L'ORR ( tasso di risposta obiettiva ) è risultato pari al 15.3% rispetto al 14.7% e la DOR ( durata della risposta ) mediana è risultata di 18.6 mesi rispetto a 7.2 mesi rispettivamente perAatezolizumab e Docetaxel. ( Xagena2017 )

Fonte: Roche, 2017

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