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Osteopenia: Romosozumab può ricostruire il tessuto osseo


Un nuovo farmaco per l'osteoporosi stimola l’organismo a ricostruire l'osso, e potrebbe ridurre l’incidenza di fratture.

Il farmaco sperimentale, Romosozumab, blocca i segnali biochimici che inibiscono la formazione delle ossa.
Il trattamento è da 1.5 a 3 volte più efficace degli attuali farmaci per l'osteoporosi nella ricostruzione della densità minerale ossea a livello della colonna lombare.

La maggior parte dei farmaci per l'osteoporosi ferma la progressione della perdita di massa ossea, ma non ha la capacità di formare nuovo osso.
Questo farmaco potrebbe rappresentare una novità nel trattamento della osteoporosi grazie alla capacità di stimolare la produzione di osso.

Romosozumab è un anticorpo monoclonale in grado di bloccare la funzione della sclerostina, una proteina che il corpo produce naturalmente per inibire la crescita ossea.

Uno studio clinico di fase 2 ha coinvolto più di 400 donne in postmenopausa di età compresa tra 55 e 85 anni con osteopenia.
Le pazienti sono state assegnate in modo casuale a quattro bracci di trattamento per un anno: Romosozumab, placebo, o uno di due farmaci per l'osteoporosi attualmente impiegati.

I risultati hanno mostrato che Romosozumab aumenta la densità minerale ossea della colonna vertebrale dell’11.3% durante il periodo di studio, a fronte di un aumento del 7.1% con Teriparatide ( Forteo; Forsteo ).
Romosozumab si è anche mostrato più efficace di Alendronato ( Fosamax ), un bifosfonato, che ha aumentato la densità ossea della colonna vertebrale del 4.1%.

In termini di ricostruzione della massa ossea, Romosozumab è risultato migliore rispetto ad Alendronato e a Teriparatide.

Il nuovo farmaco sembra essere sicuro; non sono stati segnalati effetti collaterali.

Non ci sono attualmente dati riguardo alla prevenzione delle fratture con Romosozumab. ( Xagena2014 )

Fonte: The New England Journal of Medicine, 2014

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